Condono Edilizio Roma e Concessione Edilizia

Condono: significato e quando richiedere il condono edilizio?

Con il condono edilizio il proprietario di un immobile può sanarne le irregolarità o le difformità rispetto al progetto pagando un’ammenda. Termini e modi delle domande di sanatoria vengono fissati da leggi statali e hanno lo scopo di ottenere il rilascio di una “concessione edilizia in sanatoria” che azzera la posizione irregolare dell’immobile in questione. Scaduti i termini perentori per la presentazione della domanda, questo strumento non può più essere usato.

L’ultimo Condo Edilizio del 2003

Condono Edilizio Roma e Concessione EdiliziaL’ultima legge emanata dal Governo italiano sul Condono Edilizio è la n. 326 del 2003, quindi, per risolvere “i problemi di difformità e le irregolarità” di un proprio immobile bisogna avvalersi di una “pratica di concessione in sanatoria edilizia“.

Occorre chiarire che non tutti gli abusi possono essere sanati. Vige infatti il principio della “doppia conformità” che richiede la possibilità di mettere a norma la costruzione non solo in base alla legge vigente al tempo dell’intervento, ma anche in base alle leggi attuali. Un fabbricato costruito là dove il piano urbanistico vieta di farlo non può essere sanato.

A quale ufficio occorre rivolgersi per ricevere la concessione edilizia?

Risolvere i problemi di difformità di un edificio, tra l’altro, diventa essenziale in funzione di un’eventuale vendita dell’immobile, dove le “irregolarità urbanistiche e catastali” diventeranno di impedimento al rogito notarile.

Ma quali sono le pratiche che il comune di Roma richiede per mettere in regola l’immobile in questione? L’ufficio condono preposto, che è quello di Condono Edilizio, diversifica, a seconda dell’entità dell’opera, le “pratiche da istruire”.

Procedure presso l’ufficio condono

Sono due le principali vie che il Comune di Roma utilizza con maggiore frequenza per regolarizzare immobili fuori norma e sono la “CILA a sanatoria” e la “SCIA a sanatoria” o anche “Accertamento di Conformità”.

La prima procedura accerta gli interventi di manutenzione straordinaria che apportano modifiche importanti all’interno dell’immobile, impianti compresi. La seconda ha invece lo scopo di mettere in regola le modifiche delle parti strutturali e delle facciate dell’immobile.

Cosa sono le irregolarità di CILA e di SCIA?

Ricordiamo che la CILA, ovvero “Comunicazione Inizio Lavori Asseverata” è lo strumento con il quale la Pubblica Amministrazione vigila “sull’attività edilizia svolta nel proprio territorio”. La legittimazione di quest’attività di vigilanza nasce dalla legge n 73/2010 che a sua volta integra la legge n. 47/85,  (ricordiamo il noto condono edilizio del 1985) la quale obbligava, chiunque volesse intervenire all’interno di un fabbricato, a presentare una relazione “a firma di un professionista abilitato che asseveri le opere da compiersi”.

La CILA permette di ristrutturare la propria abitazione presentando l’istanza anche tramite lo “sportello per l’edilizia telematico” SUET. Non occorre invece presentare CILA quando gli interventi sono trascurabili, come il rifacimento dei rivestimenti o altre opere di ordinaria manutenzione. È invece richiesta quando si tratta di aprire un nuovo passaggio, spostare una parete, fare un “accorpamento di unità immobiliari”, o rifare l’impianto di riscaldamento. Per la chiusura della CILA è essenziale il rilascio del “collaudo” a firma del tecnico abilitato.

Ma quanto costa un condono edilizio a Roma?

Condono Edilizio Roma e Concessione EdiliziaOttenere il Condono Edilizio a Roma per la “mancata presentazione della CILA” è relativamente semplice e si risolve in una “comunicazione tardiva”. Basta compilare a nome del proprietario o del tecnico incaricato (su delega) la modulistica predisposta dall’Ufficio di Condono Edilizio di via Decima 96/102. Seguirà un breve istruttoria e il rilascio della concessione in sanatoria il cui costo si aggira normalmente sui 100 euro.

Le irregolarità della SCIA, al contrario, riguardano modifiche strutturali e consistenti e possono configurarsi come abuso edilizio vero e proprio. In questo caso occorre presentare richiesta di un “Permesso di Costruire in Sanatoria”. La domanda può essere presentata anche quando i lavori sono ancora in corso d’opera, e, in questo caso, la sanzione amministrativa prevista viene ridotta a 1/3.

Come procedere per il condono a Roma?

Per compilare le istanze di condono, seguire e velocizzare l’iter della pratica è sempre consigliabile rivolgersi ad uno studio tecnico geometra, anche perché, a Roma, gli adempimenti richiesti e i regolamenti a cui adeguarsi variano di continuo. È importante essere continuamente aggiornati ma anche sapere quando occorre sollecitare l’iter.

Quando sarà il prossimo condono edilizio?

Non sappiamo con certezza quando sarà il prossimo condono edilizio a Roma. Tuttavia da marzo 2014 si può delegare un tecnico e, con il “sistema SICER”, seguire on line la pratica di condono dopo essersi registrati senza dover fare interminabili file allo sportello. L’iter per ottenere la concessione in sanatoria prevede una fase di

  • accertamento preventivo che riguarda la documentazione esistente;
  • la raccolta di certificati e altri documenti a integrare la domanda di sanatoria, quali visure catastali aggiornati e planimetrie;
  • la perizia giurata (in tribunale) su “stato e consistenza” dell’immobile in oggetto con riferimento al dato catastale;
  • una serie di relazioni e certificati di idoneità statica;
  • versamento delle somme in ammenda, stabilite tenendo conto dell’aumentato valore dell’immobile determinato dall’Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo la sede dell’ufficio condoni Roma in via Decima 96/102

Orari ufficio condono a Roma dal lunedì al venerdì la mattina dalle 8 alle 13

Pratiche Edilizie Roma

Regolamento edilizio roma: una giungla di normative

Pratiche Edilizie RomaLa ristrutturazione di un immobile, interventi edilizi di manutenzione straordinari e i lavori edili sono soggetti ad una serie di autorizzazioni, permessi e altri obblighi imposti dalle leggi nazionali e dai regolamenti emessi dal comune di Roma.

Il mancato rispetto del regolamento edilizio a Roma comporta il pagamento di sanzioni abbastanza onerose e in molti caso al blocco dei lavori. Per evitare problemi ed essere in regola con gli adempimenti la soluzione migliore è affidare il disbrigo delle pratiche edili a Roma a un geometra abilitato che offra un servizio professionale e completo.

Presso il nostro studio tecnico Roma è possibile trovare un professionista specializzato nel campo edile, disponibile a mettere a disposizione la sua competenza ed esperienza per effettuare i lavori a norma di legge.

Pratiche Edilizie Roma: quale documentazione è richiesta?

Le pratiche edilizia a Roma comprendono tutta una serie di modulistica da inoltrare al comune di roma, comprendente:

  • comunicazioni
  • dichiarazioni
  • documentazioni

la cui compilazione richiede necessariamente l’intervento di tecnici abilitati, come ad esempio un geometra. A seconda dei lavori edili che si intendono eseguire è necessario presentare al comune di Roma:

  1. la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
  2. la DIA (denuncia di inizio attività)
  3. la Comunicazione di Inizio Lavori o il permesso di costruire.

La SCIA è una dichiarazione che deve essere presentata nel caso di interventi edili che richiedono una trasformazione urbanistica ed edilizia e permette di iniziare i lavori senza attendere la risposta dell’ente pubblico. La Scia comprende elaborati progettuali che devono essere firmati da un geometra, autocertificazioni e dichiarazioni che attestano il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla legge per il tipo di intervento che si intende effettuare e il pagamento dei diritti di istruttoria.

Nel caso di lavori che non hanno un peso urbanistico rilevante, si può presentare la Dia, redatta e firmata da un geometra abilitato. Mentre per la costruzione di un immobile o parte di esso è necessario ottenere il permesso a costruire da parte del comune di Roma, sottoponendo un’elaborata documentazione in cui l’assistenza di un professionista esperto è indispensabile per la complessità delle leggi da rispettare.

Studio Tecnico a Roma autorizzato ad operare sul SUET

Pratiche Edilizie RomaIl Comune di Roma dispone del SUET ovvero lo Sportello unico per l’edilizia telematico, attraverso il quale è possibile gestire le pratiche edilizie, fare richieste e inoltrare telematicamente le varie modulistiche richieste come comunicazioni di inizio lavorio, la SCIA, la DIA e il permesso di costruire.

Per accedere a tale portale sono necessarie delle autorizzazioni, che sono possedute solo dai geometri abilitati e altri professionisti del nostro studio tecnico a Roma. Rivolgendosi al sito geometra.roma.it è possibile mettersi in contatto con un tecnico abilitato che si occupi delle varie pratiche in modo rapido ed efficiente, con la sicurezza di poter effettuare tutti gli interventi nel massimo rispetto delle norme.

Il geometra a Roma oltre alla compilazione della documentazione e al disbrigo delle pratiche edili, mette a disposizione la sua esperienza per la coordinazione dei lavori e per effettuare le visure, le aggiunte catastali, i cambi di destinazione d’uso dell’edificio e ogni altro tipo di pratica imposta dai regolamenti comunali.

Dia in Sanatoria Roma

Dia in sanatoria nel comune di Roma: come ottenerla in tempi brevi?

La Dia, Denuncia di Inizio Attività, è stata sostituita in larga parte dalla Scia, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, resta comunque valida nel caso in cui si debbano effettuare piccoli interventi di ristrutturazione o se si chiede una sanatoria, si parla appunto di Dia in sanatoria.

In cosa consiste la Dia nel comune di Roma?

Dia in Sanatoria RomaLa Dia lavori in sanatoria è un utile strumento che permette di regolarizzare opere edilizie o ristrutturazioni per cui non è stata richiesta l’autorizzazione. La Dia in sanatoria viene generalmente presentata a fine lavori.

La sanatoria in edilizia è una materia alquanto complicata, per far sì che il procedimento vada a buon fine occorre rispettare tempi e obblighi amministrativi.

Barcamenarsi tra norme burocratiche e scadenze non è semplice, per non rischiare di commettere errori conviene affidarsi dunque ad un professionista abilitato che si faccia carico dell’intera pratica.

Presentazione dia: dove e come?

La presentazione dia in sanatoria va richiesta al Comune o al Municipio di appartenenza presso lo sportello unico per l’edilizia o l’ufficio tecnico. Nel caso del comune di Roma, occorre fare la richiesta presso il municipio o la circoscrizione in cui si risiede o in uno dei tanti comuni che fanno parte della provincia di Roma.

Per presentare la Dia in sanatoria vanno allegati una serie di documenti sull’immobile e la relazione di un tecnico professionista che dichiari la doppia conformità dei lavori eseguiti. In breve si deve dichiarare al comune di Roma che la ristrutturazione è conforme con la normativa vigente. Se le opere non sono in regola con le leggi edilizie vigenti, si deve fare richiesta di condono e non di sanatoria.

Cos’è la doppia conformità?

La relazione redatta dal professionista, geometra o architetto, dovrà certificare che i lavori eseguiti sono conformi alle norme urbanistiche ed edili vigenti, per questo si parla di doppia conformità. E’ importante dunque affidarsi ad un professionista serio e competente per non rischiare di vedersi rifiutare la domanda. Va considerato inoltre che il tecnico che firma la dichiarazione sarà ritenuto il responsabile legale di quanto dichiarato.

Dia in sanatoria silenzio assenso

Una volta presentata la Dia in sanatoria nel comune di Roma, l’ufficio tecnico avrà 60 giorni per dare una risposta, trascorso tale tempo, vige la regola del silenzio assenso, ovvero in assenza di risposta la sanatoria si considera approvata.

Passati i tempi della dia silenzio assenso, dopo l’approvazione della sanatoria, sarà comunque necessario effettuare la variazione catastale dell’immobile e aggiornare la planimetria con i nuovi lavori effettuati.

Quanto costa una Dia?

Per le sanzioni Dia in sanatoria, la legge prevede un importo che va dai 1.000 a 10.000 euro a seconda dell’entità dei lavori.

Per  sapere quanto costa una dia di un’abitazione privata si può calcolare un costo di circa 1.000/1.500 euro. Alle sanzioni vanno aggiunti i diritti di segreteria che per il comune di Roma ammontano a circa 500 euro ed infine la parcella del tecnico professionista che seguirà l’intera pratica.

Scia Commerciale Roma

Scia somministrazione alimenti e bevande: come ottenerla?

Scia Commerciale RomaLa S.C.I.A. Commerciale o Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è un documento che consente alle imprese e agli imprenditori di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva, senza attendere l’autorizzazione degli enti competenti. Si tratta di un provvedimento che agevola notevolmente l’esercizio di un’attività commerciale senza dover fare i conti con i tempi lunghi della burocrazia pubblica.

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività è formata da una serie di documenti. In particolare, comprende delle autocertificazioni dirette ad attestare il possesso di requisiti morali e professionali da parte del richiedente e atti che indicano che gli ambienti e le attrezzature utilizzate per l’esercizio dell’attività commerciale sono conformi alle leggi. In base al settore di appartenenza, la Scia del commercio deve essere corredata da elaborati tecnici, come ad esempio, asseverazioni e planimetrie che necessariamente devono essere realizzate da un geometra o da un professionista abilitato.

Scia Commerciale nel Comune di Roma

Per la compilazione e l’invio telematico della Scia commerciale al comune di Roma, si può fare affidamento a un geometra abilitato, che si occupi della pratica in modo completo. La soluzione migliore per chi deve redigere una Scia nella capitale è di rivolgersi al portale Geometra Roma, per mettersi subito in contatto con un professionista competente e qualificato che proceda con il disbrigo di tutti documenti, le autocertificazioni e la verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi del richiedente.

Geometra Roma: specializzato in scia commerciale a Roma

Scia Commerciale RomaAffidarsi ai professionisti di Geometra Roma permette di ottenere servizi di elevata qualità e di poter contare sulle competenze e l’esperienza di professionisti che conoscono le normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, regolamenti della capitale in materia di pratiche scia e relativamente allo svolgimento delle diverse attività commerciale, gli iter burocratici della pubblica amministrazione. Il mancato rispetto delle prescrizioni previste per la Scia commerciale al comune di Roma comporta delle sanzioni e il blocco delle attività. Problemi questi ultimi che si possono evitare rivolgendosi a Geometra Roma, per essere sicuri che la richiesta venga accolta senza intoppi.

Compilazione e presentazione Scia al Suap di Roma

La Scia commerciale deve essere presentata dai titolari di negozi, parrucchieri, ristoranti, bar tanto per fare qualche esempio e in generale coloro che svolgono un’attività commerciale, artigianale, produttiva e di somministrazione. Nel Comune di Roma e il Suap che si occupa delle Scia Commerciali.

Scia Commerciale RomaLa Scia deve essere presentata al Suap di Roma, tramite il portale o direttamente nell’ufficio competente. Essa produce subito i suoi effetti, mentre l’ufficio competente ha 60 giorni per verificare l’esistenza dei requisiti e dei presupposti che legittimano l’esercizio dell’attività.

I professionisti di Geometra Roma sono abilitati a trasmettere la Scia telematicamente ma anche di redigere il modulo comunale inserendo tutti i dati richiesti, assolvere agli oneri relativi all’istruttoria e controllare l’esistenza di tutti i requisiti richiesti per legge prima di inviarla. Un servizio completo, che consente a Geometra Roma di essere un vero punti di riferimento per gli imprenditori della capitale.

Costi Cambio Destinazione d’Uso

Costi Cambio Destinazione d'UsoIl cambio destinazione d’uso è una pratica amministrativa che deve essere richiesta per modificare la finalità d’uso di un immobile.

I casi più frequenti riguardano il cambio destinazione d’uso da abitazione ad ufficio, da abitazione a locale commerciale o infine il cambio destinazione d’uso di un garage, una cantina o altre pertinenze della casa.

Vediamo quali sono i costi cambio destinazione d’uso e come ottenere per il cambio destinazione d’uso prezzi scontati.

Costo cambio destinazione d’uso: cosa include?

Cambiare la destinazione d’uso significa modificare lo scopo per cui un immobile viene utilizzato. Il cambio destinazione va richiesto anche nel caso in cui non vi siano modifiche fisiche al locale né ristrutturazioni. Qualsiasi informazione riguardo alla tipologia dell’edificio va comunicata al catasto per non incorrere in gravi sanzioni pecuniarie.

Come si effettua il cambio destinazione d’uso?

Il primo passaggio da fare per cambiare la destinazione d’uso di una abitazione è quello di accertare la legittimità dell’immobile, dimostrare che sia in regola con la normativa urbanistica e che non siano presenti abusi edilizi.

Occorre dunque mettere insieme tutta la documentazione relativa al permesso a costruire, le concessioni, i documenti sull’agibilità dell’edificio.

Una volta accertata la corrispondenza alle disposizioni urbanistiche si passa a verificare se il locale è a norma dal punto di vista igienico sanitario. A questo punto si presenta il progetto di pratica per il cambio destinazione d’uso agli uffici comunali locali che rilasceranno l’autorizzazione ad avviare le opere murarie.

Quanto costa il cambio di destinazione d’uso?

Per ottenere un cambio destinazione d’uso in tempi rapidi e senza intoppi occorre affidarsi ad un professionista del settore, geometra, architetto o ingegnere che prenda in carico la pratica.

La prima spesa da calcolare per un cambio destinazione è dunque la parcella del professionista che si occuperà della gestione amministrativa. I servizi offerti dal geometra o architetto includeranno la pratica catastale, le certificazioni energetiche, i documenti sulla regolarità degli impianti, l’attestazione di agibilità dell’immobile, l’APE.

Il professionista svolgerà anche la direzione del cantiere e il coordinamento dei lavori di ristrutturazione.

Vanno poi effettuate le opere edili per far passare l’immobile alla nuova categoria d’uso. Rientrano in questa tipologia di spesa la realizzazione di porte o finestre, la modifica dei vani del locale o la messa a norma degli impianti.

Le amministrazioni comunali richiedono infine dei diritti di segreteria o spese urbanistiche per la presentazione della pratica catastale. Si tratta di spese fisse che variano in funzione della pratica richiesta e del comune.

Costi di massima per un cambio di destinazione d’uso

Per avere un’idea dei prezzi cambio destinazione d’uso di un edificio, abbiamo riportato alcuni costi indicativi divisi per tipologia di spesa.

Per la parcella del professionista che seguirà la pratica, vanno calcolati dai 300 ai 700 euro; per i diritti di segreteria da versare alle amministrazioni comunali occorre calcolare dagli 80 ai 350 euro, a seconda dell’autorizzazione richiesta. Per gli eventuali lavori di ristrutturazione e opere edili, si può mettere a preventivo una spesa che va dai 50 ai 400 euro al mq.

Voci che incidono sul prezzo di una cambio destinazione uso

Le spese per le pratiche catastali e la preparazione del progetto in carico all’architetto o geometra dipenderanno dalla complessità della pratica e dalla tipologia di cambio destinazione d’uso.

Ad esempio se la modifica destinazione d’uso avviene all’interno della stessa categoria residenziale, agricola o commerciale, il progetto urbanistico sarà più semplice da produrre e le spese per i servizi resi dal geometra o architetto saranno minori. Se invece si deve passare da una categoria all’altra, i costi cambio destinazione d’uso tenderanno ad aumentare e la documentazione catastale da produrre sarà più complessa.

Nel caso di un importante cambio d’uso dell’immobile, anche le spese relative ai lavori di opere murarie e alle modifiche fisiche da realizzare saranno maggiori.

Le spese urbanistiche e i diritti di segreteria sono stabiliti dal comune interessato. Va considerato che se non si aumenta il carico urbanistico, non si devono pagare diritti amministrativi.

Per ottenere per una pratica cambio destinazione d’uso prezzi convenienti, il consiglio è di valutare più di un preventivo di spesa.

Frazionamento Terreno: costi e spese per frazionare un terreno

Il frazionamento di un terreno a Roma è una procedura sempre più usata in caso di proprietà da dividere, compravendita e successioni. Vediamo nello specifico di cosa si tratta, qual è costo del frazionamento di un terreno e quali sono le spese per frazionare un terreno a Roma.

Frazionamenti terreni: in cosa consiste?

Il frazionamento di un terreno consiste nella divisione in due o più lotti di un terreno agricolo, edificabile o meno. Il frazionamento terreno dovrà essere approvato dal catasto che provvederà a creare due o più particelle catastali o mappe certificate, da qui il termine frazionamento catastale.

Frazionamento terreno quando richiedere la procedura?

Frazionamento Terreno: costi e spese per frazionare un terrenoFrazionare un terreno è una procedura utile, pratica e vantaggiosa dal punto di vista economico. Si tratta di una pratica fondamentale in caso di un frazionamento terreni agricoli in comproprietà con un’altra persona, in caso di frazionamento di un terreno per una proprietà indivisa o per divisione ereditaria.

In tutte queste situazioni infatti la divisione catastale e la successiva certificazione dei vari lotti può risolvere facilmente e in tempi rapidi una serie di controversie legali e burocratiche che possono nascere in caso di eredità e successioni. Questa è anche la soluzione migliore se si decide di comprare o vendere una parte o un singolo lotto di un terreno.

A chi rivolgersi per la procedura frazionamento terreno?

Le pratiche per frazionare un terreno indiviso devono essere affidate ad una figura professionale esperta in materia e a conoscenza della relativa normativa. Un geometra o un tecnico abilitato sono le figure di riferimento. Il geometra farà da tramite tra i proprietari del terreno e la pubblica amministrazione, il comune di competenza, il catasto e eventualmente un notaio.

Si tratta di una pratica burocratica dove è facile commettere errori e incorrere in sanzioni. La normativa da seguire è complessa è bene dunque affidarsi a un professionista del settore che elaborerà la documentazione necessaria da presentare per l’autorizzazione.

Frazionamento terreno agricolo cosa occorre fare?

Il frazionamento si richiede tramite una procedura detta PREGEO. Il geometra incaricato dovrà ottenere una mappa del terreno dagli uffici catastali territoriali e effettuare un progetto di frazionamento in due o più lotti tramite il software PREGEO. Il progetto va poi presentato al comune per ottenere l’approvazione e l’autorizzazione al frazionamento.

Costo frazionamento terreno

Le spese per frazionare un terreno vanno da un minimo di 350 euro fino ad un massimo di 2.500/3.000 euro.

Cosa incide sul costo della divisione ereditaria?

Sul costo frazionamento catastale incidono le dimensioni della proprietà da dividere, le caratteristiche e la destinazione d’uso del terreno da dividere. Più alta è la complessità della pratica e maggiori saranno i costi. Il frazionamento di un terreno puramente agricolo sarà più economico della divisione di un terreno di grandi dimensioni, dove sono presenti vari immobili.

Un altro fattore che incide sui prezzi della divisione terreno è la località in cui si trova la proprietà. Per i terreni che si trovano in prossimità delle grandi città, i costi saranno maggiori, come più complicato sarà l’iter burocratico da seguire per ottenere la certificazione catastale.

Come calcolare le spese frazionamento terreno?

Le spese per il frazionamento del terreno comprendono dunque l’onorario e la parcella del geometra o del professionista che prenderà in carico la pratica. Il geometra dovrà effettuare un’analisi della situazione, predisporre il progetto tramite il software, presentare la domanda e seguire tutto l’iter amministrativo.

Oltre all’onorario professionale del tecnico qualificato, vanno considerate le spese di istruttoria e i diritti catastali da pagare alle amministrazioni locali.

Frazionare un terreno è una pratica delicata, è importante evitare soluzioni fai da te, ma affidarsi ad un tecnico specializzato per evitare di perdere tempo prezioso nei rapporti con le amministrazioni e di commettere errori che non faranno altro che aumentare il costo dell’operazione.

Per ottenere per un frazionamento catastale terreno prezzi convenienti e risparmiare, conviene consultare vari preventivi di spesa e valutare bene la qualità e la tipologia di servizio offerto dal professionista.

Cosa serve per aprire un ristorante a Roma? Requisiti e autorizzazioni necessarie

Cosa serve per aprire un ristorante nella capitale? Per aprire un ristorante nella Capitale occorre essere in possesso di specifici requisiti professionali, rispettare alcuni parametri strutturali e adempiere a specifici obblighi burocratici.

Quali sono i requisiti personali per aprire un ristorante a Roma?

Aprire un ristorante a Roma implica la necessità di essere in possesso di alcuni requisiti professionali, quali uno specifico titolo di studio o una pregressa attività lavorativa nel settore della ristorazione, ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Per quanto attiene ai titoli di studio, basta essere in possesso di un diploma di scuola alberghiera o titolo equipollente; in alternativa basta aver frequentato un corso professionale, istituito dalle regioni o da queste riconosciuto, per il commercio, la somministrazione e la preparazione degli alimenti. Infine, è sufficiente aver lavorato come dipendente nell’arco dell’ultimo quinquennio nel settore della ristorazione in qualità di dipendente per almeno due anni.

Quali sono le caratteristiche strutturali da rispettare?

Cosa serve per aprire un ristorante a Roma? Requisiti e autorizzazioni necessarieCome aprire un ristorante senza i requisiti al locale commerciale? Per l’apertura di un ristorante a Roma occorre far riferimento alla Delibera del Consiglio Comunale 35/2010 che ha introdotto una serie di novità in materia. In particolare, l’art. 9 prevede quelle che devono essere le caratteristiche strutturali del locale, come la superficie minima necessaria per le zone dedicate alla somministrazione e alla manipolazione degli alimenti, alla cucina e ai servizi. I locali devono inoltre rientrare in tutti i parametri edilizi previsti dal regolamento. Basti ricordare che se nel locale è presente una cucina, il locale in cui avviene la manipolazione degli alimenti non può avere una superficie di almeno 16 mq, mentre se non c’è la cucina sono sufficienti 8 mq.

Quali pratiche occorre presentare per aprire un ristorante?

Venendo alle pratiche da presentare per aprire un ristorante a Roma, occorre dare comunicazione della propria attività presentando la S.C.I.A, ovvero “Segnalazione Certificata Inizio Attività”, all’ufficio competente che in questo caso è il Suap, con sede presso il municipio nella cui zona ricade il ristorante.

Oltre a tutti i dati personali del richiedente, nella S.C.I.A. occorre fornire tutti i dati relativi alla sussistenza dei requisiti strutturali del locale, nonché il rispetto dei criteri di qualità. Per quanto attiene a quest’ultimo dato occorre sapere che Roma è stata suddivisa in 3 aree (A, B, C) e a seconda della zona di appartenenza occorre avere un punteggio minimo di qualità. Per stabilire questo punteggio si fa riferimento a una serie di criteri che attengono alla professionalità del titolare e degli addetti al servizio di somministrazione (personale qualificato), alla qualità del servizio e alle caratteristiche del locale.

Requisiti locale commerciale: quale documentazione occorre allegare?

Somministrazione di alcolici: se nel proprio ristorante è prevista la somministrazione di alcoli, basta allegare alla SCIA una semplice comunicazione in tal senso.

Dia sanitaria: si tratta di una dichiarazione da allegare alla SCIA, ma destinata alla ASL. In particolare occorre allegare la planimetria del ristorante che mostra le caratteristiche dei vari locali, nonché una relazione in cui si spieghi in modo dettagliato come avverrà il ciclo produttivo.

Emissioni di fumi: il Regolamento d’igiene della città di Roma prevede l’obbligo di munirsi di una canna fumaria autonoma che aspiri i fumi provenienti dalla cottura dei cibi. In particolare, il Municipio I non concederà nuove autorizzazioni a locali sprovvisti di canna fumaria.
Nel caso di emissioni scarsamente rilevanti, basta presentare alla città metropolitana una dichiarazione di attività in deroga, ai sensi dell’art. 272, D.Lgs 152/2006.

Altri adempimenti per iniziare l’attività commerciale

Oltre a quanto visto sopra, occorre chiedere apposita autorizzazione per poter installare insegne luminose o impianti pubblicitari. Il modulo va presentato presso lo sportello Unico per le Attività produttive e va corredato con le fotografie esterne del locale, nonché con la planimetria dell’opera che si vuole installare, debitamente firmata dal progettista.
Infine, se si vuole esercitare la propria attività anche all’esterno dei locali, occorre presentare una richiesta di autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico

In conclusione, per aprire un ristorante a Roma occorre rispettare una serie di requisiti e per evitare disguidi è sempre meglio rivolgersi ad una persona competente in materia, come un geometra, in grado di guidarvi passo dopo passo nella presentazione di tutta la documentazione necessaria.

Bonus casa 2018 per l’acquisto o la ristrutturazione

Quali sono gli incentivi?

Bonus verde

Acquistare o ristrutturare un immobile è diventata un’operazione più conveniente e che oggi è in grado di offrire più vantaggi di un tempo, questo grazie a tutta una serie di agevolazioni, come bonus, mutui e quant’altro, che permettono a chi intende investire i propri risparmi su un immobile, o che vuole semplicemente rimetterlo a nuovo, di risparmiare notevolmente sui costi.
Il cosiddetto bonus verde prevede una detrazione irpef per tutte le spese del 2018 relative a interventi radicali e non di semplice manutenzione, delle aree verdi, come la realizzazione di spazi verdi in luoghi scoperti privati, anche condominiali.

Questo bonus permette di ottenere una detrazione del 36% fino a una spesa di 5.000 euro da parte di chi effettua questi interventi.

Bonus ristrutturazioni

Anche in questo caso si ha a che fare con un tipo di agevolazione che permette una detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per ristrutturare casa.
Il bonus è mirato ai casi di ristrutturazioni straordinarie.

Ecobonus

La detrazione Irpef o Ires in questo caso è del 65% sugli oneri sostenuti per i lavori di miglioramento del sistema energetico nelle abitazioni.
Le spese in questione devono rientrare in un periodo di tempo limitato che va dal 6 giugno del 2013 fino al 31 dicembre del 2018. Fuori da questo arco temporale non sarà quindi possibile richiedere l’ecobonus.

Fondo di garanzia statale per l’acquisto della prima casa

bonus casa 2018Per chi è intenzionato a richiedere un mutuo per l’acquisto della prima casa e magari intende anche ristrutturarla, oppure deve solo eseguire degli importanti lavori di ristrutturazione può, in mancanza di garanzie a sostegno della sua richiesta, fare affidamento su un fondo di garanzia statale.

Esso fornisce all’interessato le garanzie mancanti che corrispondono al 50% della quota capitale del mutuo, per un massimo di 250.000 euro.
L’immobile in questione non deve rientrare tra quelli definibili di lusso. Questa è una caratteristica imprescindibile per poter usufruire del fondo di garanzia.
L’agevolazione statale è indirizzata alle giovani coppie, ai nuclei famigliari che contano un unico genitore, ai lavoratori atipici under 35 e alle persone che vivono nelle abitazioni degli Istituti Autonomi Case Popolari.

Fondo di solidarietà

Attraverso due strumenti, il fondo Mef e l’accordo Abi è possibile sospendere temporanamente il pagamento delle rate del mutuo richiesto, nei periodi in difficoltà, in cui non è più possibile adempiere alle proprie responsabilità.
Le situazioni impeditive possono riferirsi a questioni di salute o puramente economiche.
Le sospensioni dei pagamenti delle rate del mutuo possono andare da 12 mesi fino a 18.

Leasing immobiliare abitativo

Questa agevolazione favorisce l’utilizzo di uno strumento finanziario quale è il leasing per l’acquisto della prima casa. Essa può essere vista come un’alternativa al mutuo ipotecario.
Grazie al leasing immobiliare abitativo, quando sarà terminato il contratto, al cliente rimangono diverse possibilità: acquistare l’immobile attraverso il riscatto, chiedere al concedente il rinnovo del contratto, oppure semplicemente restituire l’immobile.
Per gli under 35, aventi un reddito inferiore a 55.000 euro, il riscatto non può mai superare i 20.000 euro e il canone annuale gli 8.000 euro.

Richiesta di occupazione suolo pubblico a Roma

Cos’è la richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma

Quando un’attività commerciale deve usufruire del suolo pubblico all’aperto rispetto ai suoi spazi al chiuso deve chiedere l’occupazione del suolo pubblico.
Roma è una città con un clima estremamente favorevole, per di più piena di turisti stranieri che adorano vivere la Città Eterna all’aperto. Ecco perché la maggior parte degli esercizi soprattutto volti alla ristorazione fa richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma. Il regolamento, infatti, prevede che possano fare richiesta permanente di occupazione del suolo pubblico a Roma i locali che forniscono cibi e bevande come attività unica o principale.

Questa licenza che viene accordata dal Comune di Roma prevede che il suolo pubblico possa essere occupato per l’intero anno solare o per un periodo di almeno sessanta giorni ricorrente per due anni solari consecutivi.

Che differenza c’è con la richiesta di occupazione temporanea

occupazione suolo pubblico romaL’occupazione del suolo pubblico a Roma può essere anche temporanea. In questo caso non figura l’obbligo per un’attività di essere legata in qualche modo al mondo della ristorazione. Viene meno anche l’obbligo di attenersi a pochi complementi per l’occupazione del suolo pubblico: in caso di occupazione permanente sono concessi solo tavolini, ombrelloni, vasi, paraventi di separazione e riscaldamenti.

L’occupazione di suolo pubblico temporanea dev’essere di una durata inferiore ad un anno. Di norma fanno questa richiesta i banchi di mercatini tematici (ad esempio quelli di Natale) o gli stand promozionali temporanei. Sono compresi in queste richieste anche i festival itineranti e le sagre, poiché sono circoscritti nel tempo.

Fanno parte della richiesta di occupazione temporanea del suolo pubblico a Roma anche i cantieri edili civili. In questo caso bisogna chiedere sempre la temporaneità indipendentemente da quanto dureranno i lavori: in caso durino più di un anno si rinnova semplicemente la richiesta.

Occupazione suolo pubblico Roma: Come presentare domanda

Per presentare la domanda di occupazione del suolo pubblico a Roma bisogna connettersi al sito di Roma Capitale. È opportuno comunque chiedere prima una consulenza ad un geometra professionista che si intende di regolamenti del Comune di Roma.
Sul sito si possono trovare i moduli per la richiesta di occupazione del suolo pubblico: la modulistica va stampata, compilata in tutte le sue parti e firmata. La domanda va consegnata all’ufficio Strutture territoriali del proprio Municipio e bisogna attendere la risposta. Normalmente ci vogliono almeno 30 giorni per il rilascio della concessione. La domanda dev’essere presentata in carta bollata, e bisogna anche munirsi di una ulteriore marca da bollo da presentare al ritiro dell’atto.

Nel caso in cui l’occupazione di suolo pubblico sia temporanea per questioni edilizie o di decoro urbano (ad esempio potatura degli alberi) bisogna presentare un progetto dei lavori che si intendono fare corredato di foto e di altre certificazioni. Ad esempio, bisogna dimostrare di essere titolari di un immobile o di un esercizio commerciale che affaccia su quel tratto di suolo pubblico e che ha bisogno di lavori bisogna indicare gli estremi dell’immobile e anche quelli di eventuali veicoli usati per i lavori.

Richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma, quali problemi possono insorgere

Ci possono essere delle situazioni in cui l’occupazione di suolo pubblico a Roma viene rifiutata. Ad esempio, si potrebbe incorrere in una zona dove sono presenti dei reperti archeologici. In questo caso, se essi vengono individuati con l’occupazione di suolo pubblico temporanea e con i lavori a essa collegati, devono immediatamente essere messi in sicurezza. Per questo viene contattata anche la soprintendenza ai beni culturali.
Possono presentarsi situazioni avverse anche quando l’occupazione di suolo pubblico, in questo caso permanente, può creare problemi di sicurezza. Nel caso di marciapiedi molto stretti oppure che affacciano su strade ad alto scorrimento, infatti, normalmente la concessione viene data con molta fatica. Innanzitutto si potrebbe impedire il passaggio dei pedoni sul marciapiede, costretti a passare in strada. In secondo luogo si potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei clienti del locale, troppo vicini al ciglio della carreggiata.

Pratiche edilizie a Roma

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Il nostro studio tecnico si occupa di assistere la propria clientela per la richiesta e l’adempimento delle pratiche edilizie, catastali delle pratiche e burocratiche.

Cosa sono le pratiche edilizie

pratiche edilizie romaLe pratiche edilizie sono quell’insieme di pratiche da fare quando si intende effettuare un lavoro edilizio. Esse possono riguardare i lavori su edifici già esistenti come la creazione di nuovi edifici. Le pratiche edilizie sono necessarie anche, ad esempio, quando si deve migliorare l’apporto energetico di un edificio: ristrutturazioni di caldaie, tubature del gas, inserimento di pannelli solari o di riscaldamenti geotermici sono tutte operazioni che richiedono una pratica edilizia.
Ancora, rientrano in questa categoria le pratiche catastali come le visure, le aggiunte catastali, i cambi di destinazione d’uso dell’edificio, i condoni e così via.

Il Comune di Roma è dotato del SUET, Sportello unico per l’edilizia telematico, un portale attraverso il quale fare richiesta per tutte le pratiche edilizie. Attraverso questo portale si può presentare la CIL (Comunicazione di inizio lavori) e la CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), nonché pratiche come la SCIA, la DIA e il permesso di costruire. Al portale possono accedere tutti i professionisti, come ad esempio i geometri, che sono stati autorizzati dai proprietari degli immobili a richiedere queste pratiche. La consulenza di un geometra è sempre fondamentale per la buona riuscita di lavori di ogni tipo.

Come fare le pratiche edilizie a Roma

Per fare correttamente le pratiche edilizie, un geometra deve essere nominato a capo dei lavori di costruzione o ristrutturazione. A quel punto il geometra si accredita come professionista presso il portale del Comune di Roma e riesce a inserire i dati del cliente.

Per l’accredito occorre creare uno username e una password identificativi. Una volta all’interno, il geometra di fiducia inserisce tutte le caratteristiche della pratica che si vuole fare.

Ad esempio, per un cambio di destinazione d’uso il geometra dovrà acquisire tutti i dettagli per presentare la SCIA edilizia (Segnalazione certificata di inizio attività) oppure la DIA (Dichiarazione di inizio attività). Il Permesso di Costruire andrà invece richiesto solo se la modifica di destinazione d’uso richiede una profonda modifica strutturale dell’edificio. Per esempio, un garage che diventa un’abitazione ha bisogno di una profonda modifica dal punto di vista dell’isolamento e della solidità strutturale. Il geometra che procede alla richiesta di questa pratica edilizia a Roma dovrà anche inserire la documentazione catastale precedente e richiedere un cambio catastale.

Se il cambio di destinazione d’uso prevede una forte modifica anche all’esterno bisogna tenere conto di molti fattori, primo fra tutti il regolamento condominiale. Se l’immobile si trova in un condominio bisogna seguire i regolamenti del comprensorio. Inoltre, per quanto riguarda l’intonaco bisogna anche seguire il piano di colore del Comune per non incorrere in sanzioni.

Dubbi e problemi sulle pratiche edilizie a Roma

Cosa potrebbe rallentare o addirittura sospendere le pratiche edilizie a Roma? Per esempio la presenza di un palazzo con vincolo storico paesaggistico. Roma è davvero piena di palazzi storici nei quali è molto difficile intervenire. Nel caso di DIA o di SCIA edilizia in un palazzo con vincolo storico, potrebbe succedere che non vengano accordati i permessi edilizi attesi.

Può essere che la soprintendenza dei beni culturali debba fare dei sopralluoghi, o che addirittura richieda l’interruzione dei lavori. Sicuramente il Permesso per Costruire è una pratica edilizia che non può essere fatta. In virtù del fatto che questo permesso viene rilasciato solo quando ci sono modifiche strutturali sostanziali, è abbastanza improbabile che un palazzo storico possa subire questo tipo di modifiche. Ci possono essere anche dei problemi per quanto riguarda l’occupazione del suolo pubblico. Se le pratiche edilizie a Roma prevedono dei lavori che includono anche il suolo pubblico antistante all’edificio è bene chiedere i permessi di occupazione temporanea del suolo pubblico.

 
 
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