Richiesta di occupazione suolo pubblico a Roma

Cos’è la richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma

Quando un’attività commerciale deve usufruire del suolo pubblico all’aperto rispetto ai suoi spazi al chiuso deve chiedere l’occupazione del suolo pubblico.
Roma è una città con un clima estremamente favorevole, per di più piena di turisti stranieri che adorano vivere la Città Eterna all’aperto. Ecco perché la maggior parte degli esercizi soprattutto volti alla ristorazione fa richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma. Il regolamento, infatti, prevede che possano fare richiesta permanente di occupazione del suolo pubblico a Roma i locali che forniscono cibi e bevande come attività unica o principale.

Questa licenza che viene accordata dal Comune di Roma prevede che il suolo pubblico possa essere occupato per l’intero anno solare o per un periodo di almeno sessanta giorni ricorrente per due anni solari consecutivi.

Che differenza c’è con la richiesta di occupazione temporanea

occupazione suolo pubblico romaL’occupazione del suolo pubblico a Roma può essere anche temporanea. In questo caso non figura l’obbligo per un’attività di essere legata in qualche modo al mondo della ristorazione. Viene meno anche l’obbligo di attenersi a pochi complementi per l’occupazione del suolo pubblico: in caso di occupazione permanente sono concessi solo tavolini, ombrelloni, vasi, paraventi di separazione e riscaldamenti.

L’occupazione di suolo pubblico temporanea dev’essere di una durata inferiore ad un anno. Di norma fanno questa richiesta i banchi di mercatini tematici (ad esempio quelli di Natale) o gli stand promozionali temporanei. Sono compresi in queste richieste anche i festival itineranti e le sagre, poiché sono circoscritti nel tempo.

Fanno parte della richiesta di occupazione temporanea del suolo pubblico a Roma anche i cantieri edili civili. In questo caso bisogna chiedere sempre la temporaneità indipendentemente da quanto dureranno i lavori: in caso durino più di un anno si rinnova semplicemente la richiesta.

Occupazione suolo pubblico Roma: Come presentare domanda

Per presentare la domanda di occupazione del suolo pubblico a Roma bisogna connettersi al sito di Roma Capitale. È opportuno comunque chiedere prima una consulenza ad un geometra professionista che si intende di regolamenti del Comune di Roma.
Sul sito si possono trovare i moduli per la richiesta di occupazione del suolo pubblico: la modulistica va stampata, compilata in tutte le sue parti e firmata. La domanda va consegnata all’ufficio Strutture territoriali del proprio Municipio e bisogna attendere la risposta. Normalmente ci vogliono almeno 30 giorni per il rilascio della concessione. La domanda dev’essere presentata in carta bollata, e bisogna anche munirsi di una ulteriore marca da bollo da presentare al ritiro dell’atto.

Nel caso in cui l’occupazione di suolo pubblico sia temporanea per questioni edilizie o di decoro urbano (ad esempio potatura degli alberi) bisogna presentare un progetto dei lavori che si intendono fare corredato di foto e di altre certificazioni. Ad esempio, bisogna dimostrare di essere titolari di un immobile o di un esercizio commerciale che affaccia su quel tratto di suolo pubblico e che ha bisogno di lavori bisogna indicare gli estremi dell’immobile e anche quelli di eventuali veicoli usati per i lavori.

Richiesta di occupazione del suolo pubblico a Roma, quali problemi possono insorgere

Ci possono essere delle situazioni in cui l’occupazione di suolo pubblico a Roma viene rifiutata. Ad esempio, si potrebbe incorrere in una zona dove sono presenti dei reperti archeologici. In questo caso, se essi vengono individuati con l’occupazione di suolo pubblico temporanea e con i lavori a essa collegati, devono immediatamente essere messi in sicurezza. Per questo viene contattata anche la soprintendenza ai beni culturali.
Possono presentarsi situazioni avverse anche quando l’occupazione di suolo pubblico, in questo caso permanente, può creare problemi di sicurezza. Nel caso di marciapiedi molto stretti oppure che affacciano su strade ad alto scorrimento, infatti, normalmente la concessione viene data con molta fatica. Innanzitutto si potrebbe impedire il passaggio dei pedoni sul marciapiede, costretti a passare in strada. In secondo luogo si potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei clienti del locale, troppo vicini al ciglio della carreggiata.

Pratiche edilizie a Roma

Pratiche edilizie Roma: richiedi un preventivo gratuito

Il nostro studio tecnico si occupa di assistere la propria clientela per la richiesta e l’adempimento delle pratiche edilizie, catastali delle pratiche e burocratiche.

Cosa sono le pratiche edilizie

pratiche edilizie romaLe pratiche edilizie sono quell’insieme di pratiche da fare quando si intende effettuare un lavoro edilizio. Esse possono riguardare i lavori su edifici già esistenti come la creazione di nuovi edifici. Le pratiche edilizie sono necessarie anche, ad esempio, quando si deve migliorare l’apporto energetico di un edificio: ristrutturazioni di caldaie, tubature del gas, inserimento di pannelli solari o di riscaldamenti geotermici sono tutte operazioni che richiedono una pratica edilizia.
Ancora, rientrano in questa categoria le pratiche catastali come le visure, le aggiunte catastali, i cambi di destinazione d’uso dell’edificio, i condoni e così via.

Il Comune di Roma è dotato del SUET, Sportello unico per l’edilizia telematico, un portale attraverso il quale fare richiesta per tutte le pratiche edilizie. Attraverso questo portale si può presentare la CIL (Comunicazione di inizio lavori) e la CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), nonché pratiche come la SCIA, la DIA e il permesso di costruire. Al portale possono accedere tutti i professionisti, come ad esempio i geometri, che sono stati autorizzati dai proprietari degli immobili a richiedere queste pratiche. La consulenza di un geometra è sempre fondamentale per la buona riuscita di lavori di ogni tipo.

Come fare le pratiche edilizie a Roma

Per fare correttamente le pratiche edilizie, un geometra deve essere nominato a capo dei lavori di costruzione o ristrutturazione. A quel punto il geometra si accredita come professionista presso il portale del Comune di Roma e riesce a inserire i dati del cliente.

Per l’accredito occorre creare uno username e una password identificativi. Una volta all’interno, il geometra di fiducia inserisce tutte le caratteristiche della pratica che si vuole fare.

Ad esempio, per un cambio di destinazione d’uso il geometra dovrà acquisire tutti i dettagli per presentare la SCIA edilizia (Segnalazione certificata di inizio attività) oppure la DIA (Dichiarazione di inizio attività). Il Permesso di Costruire andrà invece richiesto solo se la modifica di destinazione d’uso richiede una profonda modifica strutturale dell’edificio. Per esempio, un garage che diventa un’abitazione ha bisogno di una profonda modifica dal punto di vista dell’isolamento e della solidità strutturale. Il geometra che procede alla richiesta di questa pratica edilizia a Roma dovrà anche inserire la documentazione catastale precedente e richiedere un cambio catastale.

Se il cambio di destinazione d’uso prevede una forte modifica anche all’esterno bisogna tenere conto di molti fattori, primo fra tutti il regolamento condominiale. Se l’immobile si trova in un condominio bisogna seguire i regolamenti del comprensorio. Inoltre, per quanto riguarda l’intonaco bisogna anche seguire il piano di colore del Comune per non incorrere in sanzioni.

Dubbi e problemi sulle pratiche edilizie a Roma

Cosa potrebbe rallentare o addirittura sospendere le pratiche edilizie a Roma? Per esempio la presenza di un palazzo con vincolo storico paesaggistico. Roma è davvero piena di palazzi storici nei quali è molto difficile intervenire. Nel caso di DIA o di SCIA edilizia in un palazzo con vincolo storico, potrebbe succedere che non vengano accordati i permessi edilizi attesi.

Può essere che la soprintendenza dei beni culturali debba fare dei sopralluoghi, o che addirittura richieda l’interruzione dei lavori. Sicuramente il Permesso per Costruire è una pratica edilizia che non può essere fatta. In virtù del fatto che questo permesso viene rilasciato solo quando ci sono modifiche strutturali sostanziali, è abbastanza improbabile che un palazzo storico possa subire questo tipo di modifiche. Ci possono essere anche dei problemi per quanto riguarda l’occupazione del suolo pubblico. Se le pratiche edilizie a Roma prevedono dei lavori che includono anche il suolo pubblico antistante all’edificio è bene chiedere i permessi di occupazione temporanea del suolo pubblico.

Costo Certificazione Energetica

costo APE 300x155 - Costo Certificazione EnergeticaL’Attestato di certificazione energetica si è chiamato così fino al 2013, dopodiché ha cambiato nome in APE, attestato di prestazione energetica. Esso indica la tipologia dell’edificio dal punto di vista dell’energia.

Secondo il quadro di riferimento, gli edifici possono andare dalla classe energetica A alla G. Gli edifici di nuovissima costruzione, che dispongono di tecnologie di approvvigionamento energetico green al 100% , sono identificati dal segno + apposto vicino alla lettera A. Si possono quindi avere edifici fino alla categoria A+++.

Questo attestato serve in due momenti: nel momento della compravendita e in quello dell’affitto. Il proprietario di casa, infatti, deve interessarsi a produrre questa certificazione per testimoniare lo stato energetico dell’edificio. Un edificio di categoria energetica più bassa ha più dispersione di calore dovuta a infissi di vecchio stile o a metodi di riscaldamento non aggiornati, quindi dovrebbe avere un minor costo di compravendita o un minor canone d’affitto. Al contrario, un edificio nuovissimo di elevata classe energetica permette di risparmiare sui riscaldamenti ma avrà ovviamente un costo più elevato.

Il proprietario non è tenuto a fare a prescindere l’attestato di certificazione energetica, ma deve averlo obbligatoriamente al momento di mettere formalmente in vendita la propria casa o di locarla. Per richiedere questo attestato è necessario un sopralluogo di un professionista che valuti lo stato di salute dell’edificio e dei vari canali di approvvigionamento energetico a esso collegati.

Quanto costa il certificato energetico?

Per richiedere a un geometra o a un tecnico specializzato l’attestato di certificazione energetica è necessario sostenere un costo. Di solito il costo attestato di certificazione energetica è di circa 250 euro. Le spese, infatti, sono non poche.

Innanzitutto le spese di sopralluogo, poiché il professionista deve recarsi a casa del cliente e trascorrervi diverso tempo (almeno due ore) per controllare la caldaia, gli infissi, le tubature, la modalità di approvvigionamento dell’acqua e dell’elettricità e altri particolari.

Cosa include il prezzo certificazione energetica?

Bisogna poi considerare, nel calcolo del costo ape, che il certificato ha un costo in termini di IVA, che il professionista dovrà versare allo Stato in quanto titolare di partita Iva che ha svolto un servizio a pagamento.

Ci sono, ovviamente, anche le tasse da pagare sull’entrata prodotta da questo certificato al professionista che lo ha redatto. Infine, il cliente deve considerare che il certificato va acquistato presso la regione di riferimento, cioè bisogna pagare una tassa fissa alla propria regione di residenza al fine di ottenere e registrare il certificato. Questa tassa fissa non è mai sotto i 15 euro, più verosimilmente attorno ai 20 o 25.

Il professionista, insomma, va pagato se deve essere tale. D’altra parte una valutazione sbagliata del costo certificato ape potrebbe far risparmiare qualcosa sul momento, ma falserebbe il risultato (cosa perseguibile per legge). Inoltre, un attestato di certificazione energetica non realizzato da un professionista rischia di non aver preso in considerazione aspetti fondamentali.

Come ottenere l’A.P.E?

L’ottenimento di questo certificato è subordinato a tutte le operazioni dette prima e all’operato di un esperto del settore. Per ottenerlo bisogna innanzitutto richiederlo presso uno studio di geometri specializzati e prendere un appuntamento con il tecnico per il sopralluogo. Se le caldaie sono condominiali è opportuno prepararsi in anticipo, aprendo i locali o chiedendone l’apertura sorvegliata per far recare il tecnico a controllare.

Bisogna anche verificare che le caldaie e i locali siano in buono stato, eventualmente rimuovere muffe o tracce di deterioramento. I tecnici probabilmente testeranno il riscaldamento, i suoi consumi e la sua potenza, quindi è bene accertarsi che il tutto funzioni. Il tecnico geometra, dotato di strumentazione adatta, trascorrerà poi del tempo nell’appartamento da vendere o da locare in affitto per fare un rilevamento della temperatura e della conseguente dispersione di calore. I parametri raccolti permetteranno di collocare l’edificio o l’appartamento in una classe energetica.

Al momento della firma del contratto di vendita o di affitto il proprietario di casa è obbligato a portare con sé l’attestato di certificazione energetica, così l’acquirente o l’inquilino lo può vedere. Va detto che il posizionamento in una classe energetica non è definitivo e cambia con eventuali lavori di ristrutturazione. Se si vogliono fare delle migliorie energetiche si possono cambiare infissi o sostituire le vecchie caldaie con altre a risparmio energetico. A quel punto però bisogna richiedere un nuovo attestato che aggiorni la classe energetica.

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Frazionamento Catastale

Quali sono le differenze tra accatastamento e frazionamento catastale?

frazionamento catastale 300x175 - Frazionamento CatastaleIl frazionamento catastale è una procedura che consente di suddividere un’unità immobiliare o un terreno in due oppure più particelle. Si tratta di una modalità puramente catastale, quindi questa pratica non ha effetti sulla proprietà a differenza di quanto accade con la divisione della proprietà (chiamata anche accatastamento).

In quest’ultimo caso ognuno diventa esclusivo proprietario della particella che viene assegnata. Mentre l’accatastamento è nullo se tutti i comproprietari non hanno dato il loro consenso, il frazionamento deve essere richiesto dall’insieme dei soggetti con diritti sull’unità immobiliare.

L’accatastamento consente di diventare unico proprietario di una parte del bene (sia per quanto riguarda il frazionamento immobiliare che il frazionamenti terreni) , tuttavia va fatto per atto notarile quando interessa un immobile. Se l’unità immobiliare in questione è troppo piccola per essere divisa, la proprietà viene assegnata al condividente che ne fa richiesta. In questo caso gli altri comproprietari cedono le loro quote basandosi sul loro valore di mercato. In alternativa si opta per la vendita dell’immobile, ripartendo l’importo a seconda delle quote di diritto. Occorre tenere a mente che ogni comproprietario può rivolgersi al giudice perché le quote di diritto vengano trasformate in una divisione di fatto dell’immobile.

Cosa sapere sul frazionamento catastale e urbanistico?

Il frazionamento catastale e un tipo di frazionamento che può essere messo in atto per diverse ragioni: si va da quelle economiche (così da avere un guadagno di qualche tipo) oppure essere legate alle disposizioni testamentarie. Infatti un unico bene può essere destinato a più soggetti, quindi i coeredi devono procedere alla sua suddivisione. Questa procedura ha come effetto collaterale di aumentare il valore dell’immobile oggetto dell’intervento amministrativo. Ciò si spiega con il fatto poiché le unità immobiliari più piccole hanno un maggiore prezzo per metro quadro. Se l’immobile è situato in grandi città, l’incremento di valore risulta essere ancora più rilevante.

Per poter effettuare il frazionamento catastale occorre seguire un preciso iter burocratico e si deve fare riferimento a quanto previsto dalle norme regionali e comunali. Infatti sono gli enti locali a disciplinare l’urbanizzazione territoriale e a determinare quali siano i requisiti e gli oneri per il rilascio dell’autorizzazione a procedere. Inoltre bisogna richiedere la variazione catastale tramite una comunicazione al Catasto, allegando una planimetria dell’unità immobiliare con le modifiche effettuate. Il documento deve essere realizzato da un geometra oppure da un tecnico. Infine si fa stilare un atto notarile per registrare i nuovi diritti di proprietà.

Costo frazionamento immobile e modalità

Il frazionamento catastale di un appartamento, un immobile o un terreno avviene con modalità diverse in base al tipo di unità immobiliare in questione, cioè un fabbricato oppure un terreno. Occorrono determinati documenti per frazionare un immobile, come i dati catastali, la planimetria e il progetto della futura unità immobiliare realizzato da un tecnico professionista. Se si tratta di un appartamento condominiale, bisogna verificare che il regolamento condominiale consenta questa pratica e che l’intervento non modifichi le aree comuni oppure peggiori l’apporto di aria e luce alle altre unità.

Inoltre occorre ridefinire le quote millesimali di proprietà con l’amministratore di condominio. I costi variano a seconda del Comune in quanto si devono pagare i diritti di istruttoria del Permesso a costruire o della DIA e l’imposta catastale per la variazione catastale. Inoltre ci si deve rivolgere a un notaio e a un tecnico professionista, le cui parcelle sono determinate in base alle leggi del libero mercato. Per quanto riguarda il frazionamento catastale dei terreni occorre tenere a mente che l’unità minima è di 15.000 metri quadrati, a meno che la procedura non abbia come obiettivo l’edificazione sui lotti. Nel caso dei terreni il tecnico non deve stilare un progetto, ma effettuare la rilevazione dell’unità immobiliare con GPS oppure strumentazioni ottiche, per poi riportare sull’elaborato i nuovi confini e le ripartizioni delle particelle.

La composizione risultante sottostà all’approvazione del Comune, così da evitare che si verifichino lottizzazioni abusive. A questo punto (dopo 3-5 giorni) si deposita la mappatura viene depositata all’ufficio catastale insieme ai nuovi diritti di proprietà dichiarati nel rogito notarile.

Per sapere il costo del frazionamento catastale contattateci subito! vi forniremo un preventivo telefonico gratuito e senza impegno.

Cambio destinazione d’uso: come procedere e quali permessi ottenere

Capita molto spesso di essere in possesso di in immobile e per necessita improvvise o sopravvenute esigenze di cambiare il cambio di destinazione d’uso. Non è inverosimile che spesso un ufficio diventi una vera e propria casa oppure che un garage di un negozio diventi una vera e propria attività commerciale.

cambio destinazione progetto

Per fare ciò, però, è necessario seguire una serie di pratiche e richiedere permessi e autorizzazioni per far si che il tutto avvenga in maniera corretta.

Come ottenere il cambio di destinazione d’uso?

Prima di attuare il cambio di destinazione d’uso, è necessario accertarsi se le Norme di Attuazione consentono di cambiare uso all’abitazione che stiamo per modificare. Il primo passo è il controllo del piano regolatore (PRG) che abilita il cambio di destinazione nella zona in cui si interviene. Bisogna recarsi in Comune e ricevere tutte le informazioni necessarie. Nel caso in cui il Comune non disponesse del Piano Regolatore, ci si può rivolgere all’ufficio del Catasto.

Una volta ottenuta l’autorizzazione si possono percorrere due strade:

    • Cambio destinazione d’uso senza mutamenti strutturali: in questo caso basterà recarsi in Comune e presentare una S.C.I.A (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) firmata da un tecnico abilitato come architetto, geometra e ingegnere. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività va depositata presso l’ufficio Servizio Urbanistica attraversi lo Sportello Unico. Da quel momento avviene immediatamente il cambio di destinazione d’uso.
    • Cambio di destinazione d’uso con mutamenti strutturali: obbligo di ottenere la Super Dia (permesso di costruzione).

In alcuni condomini il regolamento vieta specifiche destinazioni d’uso, in questo caso è necessario il parere dell’assemblea condominiale.

Quanto costa il cambio di destinazione d’uso

Per capire a quanto ammonta il costo del cambio di destinazione d’uso dobbiamo tener presente delle spese specifiche necessarie come:

      • Le spese per gli onorari dei professionisti
      • Le spese per gli oneri di urbanizzazione
      • Le spese per gli interventi edilizi

Accatastamento Roma: come funziona e quali documenti servono?

Che cos’è l’accatastamento?

In caso di ristrutturazione di un’abitazione oppure di un ampliamento di una casa è necessario comunicare all’Agenzia del Territorio (Catasto Roma) l’accatastamento.

Dopodiché si deve procedere con la variazione catastale dell’immobile entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Solitamente i casi più frequenti in cui si procede con la suddetta variazione sono:

  • Il frazionamento o la fusione di un immobile.
  • Per ottenere la conformità catastale. La situazione si risolve di solito con la causale “esatta rappresentazione grafica”.
  • Specifica distribuzione interna di tramezzi con tipica ristrutturazione (ad esempio realizzazione bagno).
  • Il cambio di destinazione d’uso (ad esempio il passaggio da garage a magazzino di attività commerciale).
  • L’ampliamento per piano casa.
  • Creazione di solai, soppalchi o terrazzi praticabili.
  • Il cambio della toponomastica (cambio indirizzo, nome del proprietario o altri dati).

La variazione catastale è uno dei principali elaborati per richiedere il certificato di agibilità e si richiede in caso di interventi edili che comportano modifica del classamento e della rendita catastale prima del rogito.

Come si effettua la variazione catastale a Roma?

La pratica deve essere eseguita da un tecnico abilitato come un geometra, un architetto oppure un ingegnerie. Dopo che quest’ultimo ha rilevato lo stato di fatto, compila gli elaborati necessari da consegnare all’Agenzia del Territorio provinciale.

Tramite un software (scaricabile dal sito ufficiale), il tecnico dovrà inviare tutti i documenti oppure recarsi direttamente agli sportelli e consegnare una planimetria catastale ed un modulo aggiornato.

Cosa deve presentare il proprietario dell’immobile?

  • Carta d’identità
  • Estremi dell’atto di provenienza
  • Ultimo titolo abitativo
  • Autorizzazione o comunicazione (DIA, SCIA, CILA)
  • I tempi sono molte celeri, infatti, gli uffici del Catasto protocollano la procedura in pochi giorni lavorativi e rilasciano la ricevuta della registrazione effettuata. Il costo per il catasto a Roma è di circa 50 euro, ma varia in base al numero di planimetrie che devono essere allegate alla procedura di accatastamento.

Attivo il nuovo servizio delle ristrutturazioni

Da questo mese Geometra Roma ha dato avvio ad una nuova attività nel settore dell’edilizia: parliamo delle ristrutturazioni. Il nostro team, nel corso degli anni di lavoro nella capitale, ha sviluppato competenza e soluzioni mirate nel campo edile.

Di cosa ci occupiamo nello specifico? Ci occupiamo delle ristrutturazioni a 360°. Dalla progettazione alla consulenza professionale, dalla pianificazione dei preventivi al servizio completo di “chiavi in mano”.

Quali sono i nostro obiettivi? Il nostro fine ultimo è sicuramente legato alla QUALITA’.  Ad esempio: avere i prodotti migliori, frutto della ricerca continua dei materiali nei mercati nazionali ed esteri. Avere i professionisti migliori sul panorama romano: i migliori impiantisti, i migliori artigiani, i migliori collaboratori!

Qual’è la nostra filosofia di lavoro? Affrontare il lavoro quotidiano impegnandoci a pensare con la mentalità dei nostri clienti. Immaginare, progettare e realizzare secondo la necessità dell’utente finale. Rispettando le sue idee ed esigenze riusciremo a realizzare le sue aspettative!

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Anguillara Sabazia: la nuova sede legale di Geometra Roma

Geometra Roma, ha ampliato la sua cerchia di collaboratori verso la zona nord di Roma. La nuova sede legale si trova ad Anguillara Sabazia, di fronte al bellissimo lago di Anguillara. Lo studio, che fa da ponte con quello romano, precisamente si trova in Viale Reginaldo Belloni 63/A.

Il professionista lavora da tempo nel panorama romano avvalendosi dei migliori tecnici, ristrutturatori e interior design per soddisfare a 360° i desideri dei clienti.

Questa è la nostra filosofia di lavoro: cercare di immedesimarci nella mentalità dei nostri interlocutori al fine di soddisfare al migliore delle nostre possibilità le loro idee. Tra le nostre priorità: realizzare i lavori in tempi brevi, immaginare con la testa dei clienti e rispettare a pieno le loro aspettative.

Gli obiettivi raggiunti non sono mai il fine ma il punto di partenza per sviluppare e raggiungere nuovi progetti. Tra i maggiori lavori svolti dal nostro studio di geometra ad Anguillara Sabazia:

  • progettazione architettonica e interior design
  • ristrutturazioni edili
  • direzione dei lavori e gestione della contabilità
  • capitolati e relazioni tecniche
  • ottenimento dei permessi comunali (pratiche SCIA, pratiche DIA, pratiche CILA)
  • certificazioni di prestazione energetiche (APE)
  • pratiche catastali e recupero documenti al catasto
  • stesura di tabelle millesimali
  • rilievi topografici

anguillara.sabaziaAnguillara Sabazia è un piccolo comune a nord di Roma. A circa 30 km dalla capitale è un importante centro turistico e balneare. La città di Anguillara Sabazia ha subito ultimamente un forte incremento della popolazione, che sempre più spesso si sposta da Roma ad Anguillara per l’estate o per i weekend più caldi.

L’aumento degli anguillaresi è stato proporzionato anche allo sviluppo dell’urbanistica e alle progettazioni architettoniche della città. Se vivete ad Anguillara di Roma o nei dintorni contattateci subito per un sopralluogo in giornata. Un nostro supervisore sarà subito da voi per visionare le strutture e fornirvi un preventivo  di massima.

Cos’è l’attestato di prestazione energetica?

L’Attestato di Prestazione energetica (APE) indica il rendimento energetico di un edificio, rilevandone gli effettivi consumi connessi alla sua climatizzazione, illuminazione e produzione di acqua calda per uso igenico-sanitario.

La redazione dell’APE è obbligatoria in caso di compravendita e locazione degli edifici, nonché per la pubblicazione di annunci immobiliari, sia che si tratti di affissioni o di pubblicazioni su stampa e web.

Il Decreto Legislativo 145/2013 prevede, infatti, che l’acquirente o l’affittuario dichiari di aver ricevuto tutta la documentazione relativa al rendimento energetico dell’immobile.

Quali sono le procedure per la redazione dell’APE?

Il proprietario dell’immobile dovrà innanzitutto individuare un tecnico abilitato, il quale svolgerà il ruolo di Certificatore. Quest’ultimo, a seguito di un sopralluogo, raccoglierà ogni informazione sui materiali e le procedure utilizzate per la costruzione dell’edificio, analizzandone così il profilo termico.

Affinché il tecnico possa proseguire alla redazione dell’APE, dovrà avere a disposizione:

  • la visura catastale;
  • i dati del proprietario dell’edificio;
  • la planimetria;
  • il libretto di impianto o di centrale, qualora sia presente una caldaia a gas.

Attraverso il sopralluogo tecnico, oltre a verificare i dati riportati in planimetria, egli dovrà trarre quelli relativi:

  • alla stratigrafia e spessore delle pareti, del solaio e della pavimentazione;
  • agli infissi, evidenziando sia le caratteristiche del telaio sia quelle delle parti vetrate;
  • alle porte, sia che si tratti di porte interne che esterne;
  • agli impianti.

Una volta in possesso di tutti i dati necessari, il tecnico certificatore potrà ricavare, tramite appositi calcoli, gli indici di prestazione energetica relativi al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria. Si avrà, così, l’indice di prestazione energetica globale (EPgl), la classe energetica e l’eventuale individuazione degli interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.

L’ Attestato di Prestazione Energetica è dunque un documento complesso. La sua redazione può effettuata esclusivamente da un soggetto certificatore, il quale dovrà dichiarare di essere estraneo alla proprietà, progettazione e realizzazione dell’immobile nel caso si tratti di una nuova costruzione. L’APE, inoltre, deve rispettare le norme emanate da ogni singola regione e, una volta stipulato, essere registrato nel catasto energetico e timbrato per accettazione dal Comune nel quale si trova l’immobile. In caso di compravendita, spetterà al notaio verificarne la validità.

 
 
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